Ieri, in un attimo di regressione, ho avuto dei pensieri di rabbia e rancore per alcuni miei cari. Me ne sono accorto subito e li ho fermati, ma ho sentito che questo non era sufficiente. Un pensiero, quando viene espresso, si trasmette come una vibrazione in tutto lo spazio invisibile circostante, ed arriva sempre a destinazione. Non sapevo quindi come rimediare a questa mia debolezza. Mentre ero in contatto con il Cielo sopra di me, ho sentito che l’unico modo per disfare ciò che è fatto, è di applicare 12 Passi del Manuale del Self I-dentity Through Ho’oponopono. Mi siedo per iniziare, ho il manuale in mano, e mi arriva una telefonata della persona con cui avevo avuto questi pensieri di basse vibrazioni. Parlo con lei tenendo il manuale in mano. La telefonata mi rinfranca un po’, ma sento che il lavoro di “disfare ciò che è stato fatto” deve continuare.

Finalmente concludo la giornata facendo i 12 Passi: un sollievo, un rilascio indefinibile .

La ‘silente solitudine’ del momento mi insegna la disciplina dello stato d’animo, mi insegna ad amare le cose belle della vita, le cose piccole, come cucinare un piatto o correre. Sono cose semplici, elementari, che possono essere vissute in modi diversi. Lei, la ‘silente solitudine’, mi insegna a viverli bene, ad essere grato di questo lungo periodo di vita solo con me stesso.

Progetti, visioni, e intenzioni sì, ma mai rimpianti e rancori: così voglio vivere, così è l’unico modo per aprirmi la mondo, o meglio, perché il mondo si apra a me. Se non lo amo, come fa ad aprirsi a me? Se non mi amo, come faccio ad aprirmi al mondo?

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